Il West Ham United sta per affidare la panchina a Scott Parker, dopo aver esonerato Nuno Espírito Santo. Secondo quanto appreso, il club è in fase avanzata di trattativa con l’ex tecnico di Burnley, Bournemouth e Fulham, che potrebbe essere ufficializzato prima della trasferta di mercoledì sul campo del Cardiff City, in Championship.
Il tecnico portoghese di 52 anni paga il deludente avvio di stagione in Championship, dopo la retrocessione dalla Premier League maturata al termine della scorsa annata.
L’ex centrocampista della nazionale inglese ha giocato quattro stagioni con i Hammers e, da allenatore, ha portato Bournemouth e Burnley alla promozione dalla Championship.
Una classifica da raddrizzare
Considerati tra i grandi favoriti per la promozione diretta, i londinesi occupano attualmente l’ottavo posto, sei punti dietro al capolista Middlesbrough. Nelle ultime sei gare hanno vinto due volte e hanno perso due partite interne consecutive: il ko per 3-2 contro il Southampton e il 3-1 subito sabato dal West Bromwich Albion, risultati che li hanno fatti scivolare dal secondo posto.
Anche il vice allenatore Rui Pedro Silva e il preparatore dei portieri Rui Barbosa hanno lasciato il club. In attesa del nuovo tecnico, Mark Noble, Steve Potts e Gerard Prenderville guideranno la squadra in panchina per la gara di mercoledì sera a Cardiff.
Nel comunicato ufficiale, il club ha spiegato: “Dopo un’attenta analisi dell’avvio di stagione in Championship, il consiglio di amministrazione ritiene necessario un cambiamento in questo momento, per garantire che gli obiettivi e le aspettative della società restino in linea con la programmazione”. Il West Ham ha inoltre ringraziato Nuno, Rui Pedro Silva e Rui Barbosa per il lavoro svolto e ha confermato che la ricerca del nuovo allenatore è già in corso.
Un percorso di cambi in panchina
La decisione porta il West Ham alla ricerca del quarto allenatore stabile dall’addio di David Moyes, avvenuto nel maggio 2024. Il successore, Julen Lopetegui, è stato esonerato dopo appena sei mesi, con la squadra a metà classifica e con sei vittorie in 20 partite di Premier League. Al suo posto è arrivato Graham Potter, ex tecnico di Chelsea e Brighton, che ha chiuso al quattordicesimo posto ma è stato a sua volta esonerato dopo otto mesi, quando la squadra era diciannovesima.
La società aveva scelto di confermare Nuno, nonostante non fosse riuscito a invertire la rotta. Il West Ham è retrocesso al termine della scorsa stagione, chiudendo due punti sotto il Tottenham.
Anche questa stagione era iniziata male: i Hammers non hanno vinto nessuna delle prime tre partite di campionato e si sono ritrovati diciannovesimi. Poi, a settembre, sono arrivati quattro successi consecutivi, con 16 gol segnati e il primo posto in classifica, con il 6-0 sul Wrexham come risultato più significativo. Da allora, però, sono arrivate solo due vittorie in campionato: il 6-0 sul campo del Lincoln City in inferiorità numerica e l’1-0 esterno sullo Swansea City, intervallati dai pareggi con i rivali londinesi del Millwall e del QPR.
Una rosa su cui lavorare
Dopo perdite superiori ai 104 milioni di sterline, la retrocessione ha costretto il club a cedere diversi giocatori durante l’estate. Le partenze di Mateus Fernandes, Crysencio Summerville, El Hadji Malick Diouf, James Ward-Prowse e Freddie Potts hanno portato nelle casse circa 150 milioni di sterline.
Parte di quei fondi è stata reinvestita: il West Ham ha pagato al Celtic un record di Championship di 22 milioni di sterline per il centrocampista Arne Engels e circa 12 milioni per l’esterno norvegese Edvin Austbø. Sono arrivati anche Joel Veltman e Manor Solomon, a parametro zero, rispettivamente da Brighton e Tottenham. Il club ha invece trattenuto giocatori chiave come l’esterno inglese Jarrod Bowen, il centrocampista ceco Tomáš Souček e il difensore greco Konstantinos Mavropanos.
Souček ha saltato i primi due mesi di stagione per un infortunio alla caviglia, mentre alcuni dei nuovi acquisti non hanno ancora reso come previsto. Engels ha fornito tre assist senza segnare in 12 partite, mentre Austbø ha segnato due gol e servito due assist, pur avendo iniziato solo due partite di campionato da titolare. Nel complesso, si tratta di una rosa in grado di risollevare la situazione, soprattutto con un allenatore che ha già esperienza di promozioni dalla Championship, come Parker.
L’analisi: una scelta naturale
Alla luce della perdita di ricavi stimata in circa 200 milioni di sterline, per il club è indispensabile tornare subito in Premier League. Due vittorie in sei partite, che hanno fatto scendere il West Ham all’ottavo posto, a quattro punti dallo Swansea, secondo e ultima posizione utile per la promozione diretta, non sono sufficienti.
Secondo Simon Stone, reporter capo di calcio, Parker è la scelta più naturale e il West Ham si sta muovendo rapidamente per chiudere l’accordo. Parker ha giocato 129 partite in quattro stagioni con il club, ha vinto per tre volte il premio di giocatore dell’anno dei Hammers ed è stato nominato Calciatore dell’anno dalla FWA nel 2011, periodo in cui militava nel West Ham.
La dirigenza ritiene che Parker conosca bene il club, la sua cultura e che possa essere un allenatore con cui i tifosi si identificano. Soprattutto, ha già centrato tre promozioni dalla Championship, con Fulham, Bournemouth e Burnley. Il West Ham spera che possa ripetersi a maggio.
Il quadro di Londra
Secondo Phil Parry, caporedattore dello sport di BBC London, c’è stato chi pensava che Nuno avrebbe lasciato il club in estate, dopo il mancato salvataggio dalla retrocessione. Tuttavia, la stabilità che garantiva e la sua esperienza nel portare il Wolves fuori dalla Championship avevano spinto la società a confermarlo.
Le vittorie larghe con Wrexham e Lincoln si sono alternate a sconfitte interne deludenti, comprese le ultime due partite casalinghe disputate al London Stadium. Uno dei problemi più evidenti sono stati i primi tempi lenti: il West Ham ha subito il gol per primo in quattro delle ultime sei gare di Championship, raccogliendo appena due punti.
Parry sottolinea che la squadra sembra non cogliere l’intensità e l’urgenza richieste dal campionato, risultando ancora troppo lenta nella prima frazione. Le due sconfitte interne contro squadre in buona forma e in alta classifica sono costate caro a Nuno.
Con la rosa a disposizione e il sostegno del tifo, la panchina sarà comunque attraente per il prossimo allenatore, che dovrà però fare i conti con l’aspettativa di un ritorno immediato in Premier League. Non centrare questo obiettivo, avverte Parry, rischierebbe di compromettere le prospettive future del club.