José Mourinho si è assunto la responsabilità delle difficoltà del Real Madrid all’Olimpico contro l’AS Roma in Champions League, mercoledì, prima di elogiare i suoi giocatori per la rimonta di sette minuti che ha trasformato uno svantaggio di 3-1 in una vittoria per 4-3.
Le reti dei subentrati Carlos Espí ed Endrick hanno riportato in partita i Blancos, prima del colpo di testa al 90′ di Antonio Rüdiger, servito da Arda Güler per il suo secondo assist della serata. Con questo successo, il Madrid ha conquistato il massimo dei punti nella fase a campionato finora disputata.
La confessione di Mourinho
Nella conferenza stampa del dopo partita, Mourinho ha ammesso di essere stato superato in astuzia dall’allenatore avversario Gian Piero Gasperini, per poi operare i cambi tattici necessari dopo l’intervallo.
“Il primo tempo è colpa dell’allenatore; il secondo tempo è colpa dei giocatori”, ha dichiarato Mourinho. “Il calcio è un gioco strategico di 90 minuti. Gli avversari contano, e l’avversario di oggi era incredibilmente forte. Sono una squadra formidabile.
“Ma è impossibile giocare a quell’intensità, nel modo in cui hanno giocato, per 90 minuti interi. Ho fatto le sostituzioni che ritenevo necessarie. Ma nel primo tempo ci hanno punito davvero”.
Mourinho ha inserito Endrick, al posto di Vinícius Júnior, e Güler al 59′, per poi aggiungere Espí e Bernardo Silva mentre il Madrid cercava disperatamente la via del ritorno in partita.
Il caso Vinícius
Vinícius ha raccontato ai cronisti di non aver capito il cambio, dicendo che è “naturale essere arrabbiati”, pur riconoscendo che la sostituzione ha dato i suoi frutti.
“È stato difficile per Vini”, ha detto Mourinho. “Vini ha perso un pallone che non avrebbe dovuto perdere [sul secondo gol della Roma]. Ma è così che va. Anch’io faccio errori. Dispiace che sia successo proprio mentre stava crescendo e ritrovando la felicità”.
“È naturale che non sia felice. … La frustrazione è normale. Ma dopo la partita era molto contento per la vittoria”.
Il ritorno all’Olimpico
Mercoledì, allo Stadio Olimpico, Mourinho è stato accolto come un eroe di ritorno nello stadio di uno dei suoi ex club.
Prima del calcio d’inizio, uno scrosciante applauso ha accompagnato la lettura dei nomi delle squadre e di quello di Mourinho da parte dello speaker. Poi, nel primo tempo, nel settore dove siedono gli ultras più accesi della Roma, sono stati esposti tre enormi striscioni con immagini di Mourinho, uno dei quali lo ritraeva mentre stringeva tra le braccia la Conference League vinta dalla Roma nel 2022, al termine della sua prima stagione alla guida della squadra.
Quel trofeo rappresentava il primo grande successo europeo della storia giallorossa. Mourinho aveva inoltre portato la Roma alla finale di Europa League nel 2023. Aveva lasciato il club nel gennaio 2024 senza un vero saluto.
“Chi porta gloria a Roma, Roma onorerà per sempre”, recitava uno degli striscioni. “Il popolo ti conferisce gloria eterna”.
Mourinho ha confessato di essere rimasto “senza parole” davanti a quell’accoglienza.