Lisandro Martinez ha difeso le sue dure dichiarazioni contro la dirigenza del Manchester United, offrendo una spiegazione ma senza chiedere scusa. Il difensore argentino ha detto di voler contribuire a riportare il club ai vertici del calcio inglese ed europeo, e ha ammesso di essere ferito dalla situazione attuale.
Martinez era finito al centro delle polemiche dopo la sconfitta per 2-0 contro l’Atletico Madrid di martedì, quando aveva criticato i vertici di Old Trafford per la mancanza di investimenti nella rosa. Mentre la squadra allenata da Michael Carrick accoglieva Carlos Baleba, Youri Tielemans e Andrey Santos, il difensore riteneva necessario sottolineare la scarsità di rinforzi e di concorrenza in tutti i reparti.
La sconfitta nella capitale spagnola ha portato a cinque le partite consecutive senza vittoria in tutte le competizioni. Ora il United farà visita all’Elland Road per affrontare il Leeds United in Premier League domenica, con la squadra attualmente al tredicesimo posto in classifica.
La dichiarazione su Instagram
Mercoledì Martinez ha pubblicato sulle sue storie Instagram un comunicato in cui scrive: «Dopo tutto quello che è stato detto sulle mie parole di ieri, voglio condividere alcune riflessioni su ciò che ho detto e su come mi sento».
«Dopo la partita ho parlato spinto dalla rabbia e dalla frustrazione per non aver ottenuto il risultato che tutti volevamo».
«Chi mi conosce sa come vivo il calcio, con passione, impegno e un grande desiderio di vincere. E quando le cose non vanno come vorremmo, fa male, soprattutto quando si rappresenta un club con la storia e il prestigio del Manchester United».
«Le mie parole riflettono ciò che provo e quanto voglio vedere questo club competere per i trofei più importanti. Questi alti standard fanno parte del mio modo di intendere il calcio e della responsabilità che comporta indossare questa maglia».
«Quando dico di volere di più, parlo dell’ambizione che tutti dobbiamo avere in questo club. Continuare a crescere, diventare più forti e avere tutto ciò che serve per competere al massimo livello. Sono standard a cui dobbiamo tenere fede tutti, a partire da me».
«So che, prima di tutto, siamo noi calciatori a dover fare la differenza, e mi assumo la mia parte di responsabilità. Dobbiamo pretendere ancora di più da noi stessi e lavorare insieme per riportare il Manchester United al vertice».
«Credo nei miei compagni, nel nostro allenatore e in tutti coloro che lavorano per far crescere questo club. Sono convinto che la strada giusta sia continuare a lavorare insieme, con ambizione e impegno».
«Il mio obiettivo è sempre stato lo stesso fin dal primo giorno: vincere, competere al più alto livello e dare tutto per questo stemma».
Le parole dopo la partita
Il United ha avuto un giorno di riposo, parte del consueto recupero dopo le partite, mentre Carrick parlerà con i giornalisti venerdì.
Secondo alcune indiscrezioni, Martinez potrebbe ricevere una sanzione per le sue dichiarazioni. Sky Sports riferisce inoltre che il futuro dell’ex difensore dell’Ajax è incerto dopo le critiche rivolte ai vertici di Old Trafford, mentre un compagno di squadra avrebbe affrontato Martinez sul volo di ritorno.
Subito dopo la gara, nel suo intervento acceso, non si era trattenuto. Aveva dichiarato: «Abbiamo fatto una stagione fantastica l’anno scorso, e ora ci aspettiamo di più dall’alto, più giocatori che competano, perché molte squadre hanno tanti giocatori».
«L’Atletico ha una squadra fantastica e oggi meritava di vincere. Mi aspetto più investimenti. Al 100%. Mi aspetto di più dal nostro direttore tecnico, Jason Wilcox».
«Devo essere onesto: come giocatori dobbiamo fare di più, ma è importante anche che, quando si costruisce una rosa forte, si sia pronti per serate come questa».
«Stasera è facile dare la colpa all’allenatore, facile puntare il dito sui giocatori, ma dobbiamo guardare anche ad altri ambiti. Non si può continuare a cambiare, cambiare, cambiare allenatore. E gli altri settori? Non posso dire di più».
«La scorsa stagione abbiamo fatto tutto, abbiamo creato le basi per costruire una squadra straordinaria».